Il rischio complessivo di cancro aumenta in funzione della dose per esame e della frequenza di esami cui ci si sottopone. Tale rischio è maggiore nei soggetti esposti a raggi X da giovani. Le donne rischiano leggermente più degli uomini di sviluppare il cancro a parità di radiazioni alla stessa età.
Quanto tempo deve trascorrere tra una radiografia e l'altra?
Nel merito non c'è nessuna necessità di far passare dei giorni tra un esame e l'altro: uno degli obbiettivi dei nostri servizi radiologici è quello di accorpare più esami richiesti nella stessa seduta per revitare il disagio dei ritorni ripetuti.
Le radiografie utilizzano piccole quantità di radiazioni per studiare eventuali anomalie presenti nell'organismo. Il livello di esposizione alle radiazioni è considerato sicuro per la maggior parte degli adulti, ma non per un bambino in via di sviluppo.
Le lastre a raggi x non sono considerate rifiuti speciali, ma al contrario sono classificate come rifiuti solidi urbani (sigla RSU). In linea generale le radiografie devono essere gettate nell'indifferenziato; questo perché sono costituite da diversi materiali: plastica, cellulosa, argento, carta e altri.
In questi casi, ecco gli alimenti che possiedono principi chimici capaci di favorire l'eliminazione delle radiazioni: Pesce marino, carne, latte, uova, sale iodato e vegetali, cibi ricchi di iodio naturale, oligoelemento che impedisce agli atomi radioattivi di legarsi alle strutture dell'organismo.