Domanda di: Ing. Ivonne Ferretti | Ultimo aggiornamento: 19 marzo 2023 Valutazione: 4.3/5
(24 voti)
Se dopo essere stati punti da un'ape, da un calabrone o da una vespa, oltre al dolore e alla reazione locale, subentrano sintomi come un intenso malessere generale, orticaria diffusa, senso di mancamento o mancanza di respiro, è bene senza indugio allertare il 112 e farsi trasportare al Pronto Soccorso più vicino.
Sono pericolosi non tanto per il quantitativo di veleno iniettato, ma perché la puntura può causare shock anafilattico, spesso con esito letale. La loro presenza in giardino non deve mai essere sottovalutata, specie riguardo al calabrone (Vespa crabro), più grosso (arriva a misurare 4 cm) e più aggressivo.
Le punture sono certamente dolorose ma i loro effetti sono spesso esagerati e mitizzati (3 punture uccidono un uomo, 7 un cavallo, etc.); gli unici rischi sono a carico delle rare persone allergiche che possono incorrere in gravi shock anafilattici.
In mancanza di queste due situazioni, bisogna osservare il morso per cercare di risalire al “nemico”. Se notiamo attaccato alla pelle il pungiglione, senza dubbio si è trattato di un'ape poiché, questo insetto, dopo che ha punto la sua vittima, lo perde, e poi muore.
Durante una singola puntura d'ape o di vespa viene iniettata una quantità di 0,5 - 2 ml di veleno . Esso è un liquido proteico incolore con un odore aromatico pungente, amarognolo , con una reazione acida.