Domanda di: Danny Amato | Ultimo aggiornamento: 6 maggio 2026 Valutazione: 4.6/5
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Van Gogh voleva esprimere la sostanza più profonda della realtà, non la sua apparenza, usando il colore e la pennellata per comunicare le sue intense emozioni, spiritualità e tormento interiore, trasformando la natura e le persone in simboli del suo mondo interiore, spesso attraverso un'arte intensamente soggettiva e carica di pathos, che anticipò l'Espressionismo.
Van Gogh desiderava catturare nei suoi dipinti la vita reale e la bellezza della natura ma anche quella profonda sensazione di emozione e spiritualità di cui era intrisa l'arte giapponese. Egli, infatti, era alla continua ricerca di una connessione più profonda tra l'arte e la vita.
Forme e colori con Van Gogh mutano l'aspetto delle cose per esprimere il vero senso dei sentimenti del pittore, capace di sguardi unici e meditati sulla realtà. Van Gogh è stato un maestro unico e conoscerlo significa immergersi in un clima poetico di colori e passione, di umanità e dignità.
La predilezione di Van Gogh per il colore giallo era dovuta, molto probabilmente, all'abuso che faceva dell'assenzio: questo liquore agiva sul suo sistema nervoso, provocando delle allucinazioni e la xantopia, ovvero la visione gialla degli oggetti.
Ma Van Gogh non era pazzo. Non clinicamente, almeno. Era nevrotico e depresso, soffriva di allucinazioni e di momenti di amnesia, ma tutti questi disturbi erano certamente provocati e talvolta amplificati dall'abuso di alcol e di assenzio o forse da una forma di epilessia.