Giuseppe Garibaldi mirava all'unificazione italiana, sconfiggendo il dominio straniero e borbonico per creare un'Italia unita, libera e repubblicana. Attraverso imprese come la Spedizione dei Mille (1860), il suo obiettivo era unificare il Regno delle Due Sicilie al Nord, sognando anche di liberare Roma e renderla capitale.
La sua impresa più nota fu la vittoriosa spedizione dei Mille che portò all'annessione del Regno delle Due Sicilie al nascente Regno d'Italia, episodio centrale nel processo di unificazione della nuova nazione.
Per loro l'Italia unita voleva dire non essere più dominati dagli stranieri, avere la possibilità di riconoscersi sotto un'unica bandiera, un unico re, italiano. Ma anche crescere, uscire dall'analfabetismo – nel sud il 90 per cento lo era – e dalla miseria.
Perché i contadini siciliani appoggiarono Garibaldi?
Fra i siciliani facenti parte del governo di Garibaldi o a esso vicini si contavano moderati che operavano per un'immediata annessione al Piemonte, autonomisti che si esprimevano a favore dell'istituzione di un'assemblea siciliana e mazziniani che sognavano una repubblica unitaria.