Vuole sottomettere a un potere supremo perdendo la libertà e legittimando la proprietà privata e la disuguaglianza. L'individuo non può vivere in una condizione selvaggia e primitiva. La sua idea di natura non si riferisce a uno stato reale a cui sogna di tornare ma una norma e una misura.
Rousseau teorizza uno stato in cui la sovranità appartiene al popolo su un modello di democrazia diretta: il potere legislativo (fare le leggi) è del popolo; il potere esecutivo (far eseguire le leggi) è del Governo, i funzionari del quale sono scelti dal popolo e vige il principio di elezione e di removibilità.
Rousseau prosegue lo spirito illuministico perché condanna la storia, la cultura tradizionale e la società quale si è venuta formando nel tempo ed è convinto che si possa operare il rinnovamento del genere umano col ritorno allo stato di natura; oltrepassa l'illuminismo ed inizia il romanticismo perché non ha fiducia ...
Sovranità La Sovranità, proprio perché "esercizio della volontà generale", è quindi per Rousseau "inalienabile" (essa può appartenere soltanto al popolo), "indivisibile" per la stessa ragione per cui è "inalienabile", poiché la volontà di una parte non è che volontà particolare.
Quali erano le idee di Rousseau sulla vita sociale?
La questione era , nella formulazione datane da Rousseau , quella di trovare una forma di associazione che con tutta la forza comune difenda e protegga le persone e i beni di ogni associato, e mediante la quale ciascuno , unendosi a tutti , obbedisca tuttavia soltanto a se stesso , e resti non meno libero di prima .