Una somma di simili sofferenze può influenzare la capacità di cogliere il valore del momento che si sta vivendo. Per questo, accompagnare significa aiutare a soddisfare il bisogno spirituale di dare e ricevere amore, di sperimentare la speranza e di ricercare un significato per la vita, per la malattia e per la morte.
In che cosa consiste l'accompagnamento della persona morente?
Quando si parla di accompagnamento al morente, si parla di una situazione grave, senza ritorno, umanamente drammatica, dolorosa, a volte lunga e difficile da decifrare da tutti i punti di vista. ➢ Pericoloso.
È il momento dei saluti e della restituzione a chi è stato vicino al paziente. È il momento del “testamento” e della sistemazione di quanto può essere sistemato, in cui si prende cura dei propri “oggetti” (sia in senso pratico, che in senso psicoanalitico).
Nella mitologia e in religione, lo psicopompo è una figura (in genere una divinità) che svolge la funzione di accompagnare le anime dei morti nell'oltretomba. La parola "psicopompo" deriva dal greco antico ψυχοπομπóς, composta da Psyché (anima) e pompós (colui che manda).
Gli arti diventano freddi, talvolta bluastri o chiazzati. Il respiro può farsi irregolare. Nelle ultime ore, possono subentrare uno stato confusionale e sonnolenza. Le secrezioni faringee o l'inefficienza dei muscoli della gola provocano un respiro rumoroso, definito anche rantolo della morte.