– Nome che si dava a Roma ai contadini romagnoli che venivano a lavorare la terra nella Campagna Romana; è rimasto in uso ed è oggi comune nel senso di villano, rozzo, zoticone...
Con il termine burino, in dialetto romanesco, viene designato il contadino, il campagnolo e, in senso più esteso e moderno, una persona con forma e modi da provinciale.
La maggior parte di coloro che appartengono a questa categoria abitano la zona di Roma Nord e difficilmente oltrepassano il confine per scendere nella parte meridionale della città. Le uniche eccezioni possono essere quelle dei locali in centro, a patto però che siano esclusivi e che abbiano quindi un accesso limitato.
Senza dubbio il termine pischello 'ragazzo' rimanda al linguaggio giovanile, in particolare a quello d'area romana e laziale. La marca dialettale è chiaramente percepita dai giovani stessi.
In dialetto romano, la parola "sbuciona" ha due possibili accezioni: - Ragazza particolarmente di facili costumi. - Donna dalle natiche prominenti (in contesto familiare).