(lat. «oggi a me, domani a te»). – Frase frequente in iscrizioni sepolcrali cristiane, invito alla contemplazione della morte che tutti attende; deriva dalla Bibbia, dove è espressa però nella forma mihi heri, et tibi hodie (Ecclesiastico 38, 23).
Significato. Ciò che capita a me oggi, in futuro può accadere a qualcun altro. Il prverbio sottolinea come la ruota giri e, di conseguenza, non bisogna nè lamentarsi troppo di quello che ci capita, nè bisogna giudicare le sventure altrui dal momento che presto potrebbero toccare a noi.
Un modo di dire in grammatica si chiama tecnicamente locuzione o espressione idiomatica. Si tratta di una frase che non può trarre il suo significato dalla combinazione lessicale delle parti del discorso, ma che ha senso grazie all'interpretazione che i parlanti sono abituati a trarne.
Significato. Ciò che viene fatto con ritardo è pur sempre meglio ci ciò che non viene mai realizzato. Il proverbio è molto utilazzato nel linguaggio quotiadiono poichè si presta a tutte le situazioni in cui qualcuno o qualcosa è in ritardo.
(ant. in b.!), finalmente, alla fine: ci sei riuscito, alla b.!; o in ogni modo, comunque sia: alla b., qualche cosa ne abbiamo pur ricavato; in altri casi, esprime concessione (sia pure!; e va bene!): che, in tutte le cose di casa, la signora moglie fosse la padrona, alla buon'ora; ma lui servo, no (Manzoni).