Domanda di: Enrico De luca | Ultimo aggiornamento: 18 marzo 2023 Valutazione: 4.4/5
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Il piede equino-varo, talvolta chiamato piede torto, è caratterizzato da flessione plantare, inclinazione verso l'interno del calcagno (rispetto alla linea mediana della gamba), e adduzione dell'avampiede (deviazione mediale rispetto all'asse verticale della gamba).
Nell'adulto, a seconda del grado di valgismo o varismo, l'ortopedico può consigliare diverse terapie conservative che prevedono l'utilizzo di scarpe e di plantari ortopedici associati a sedute fisioterapiche e di ginnastica correttiva. Nei casi più gravi è necessario sottoporsi ad un intervento chirurgico.
Il principale segnale è nella maggior parte dei casi il dolore da fascite plantare, che si acuisce appena ci si sveglia; come sintomi secondari vanno citati il gonfiore dell'area interessata dalla patologia, la comparsa dell'alluce valgo e le infiammazioni tendinee.
Possibili conseguenze del piede piatto comprendono alluce valgo, dita a martello, fasciti plantari, metatarsalgie, tendinopatie (soprattutto a carico del tendine del muscolo tibiale posteriore), artrosi e crollo della volta plantare.
Il piede equino è una malformazione che comporta difficoltà ad appoggiare tutta l'estremità dell'arto inferiore a terra: chi ne è affetto cammina tipicamente appoggiando soltanto la punta del piede. Rispetto al piede normale, poi, l'equinismo rende la pianta meno lunga e più larga.