Cosa vuol dire podera in sardo?

Redazione Pubblicato il

poderàre tr. prendere, tenere in mano, frenare.

Cosa vuol dire pretta in sardo?

prètta s. f. scoppio, assalto. Pretta de tusciu, de risu, de piantu scoppio di tosse, di riso, di pianto.

Come si ringrazia in sardo?

rengrassiàre tr. ringraziare. Ti rengrassio de coro de totu su bene chi m'has fattu ti ringrazio di cuore di tutto il bene che mi hai fatto.

Come si salutano i sardi?

| Salude! a sa salude! salute! alla salute, augurio e saluto. Salude, compà!

Cosa vuol dire Prendas in sardo?

| Oggetto prezioso, gioiello, cosa cara. Anche al fig. Quindi la madre dirà dei figlioli, come già Cornelia: custos sun sas prendas mias questi sono i miei gioielli; l'innamorato dirà alla sua ragazza: sa prenda mia il mio tesoro. Pro ti mirare, prenda de importu per veder te, perla di valore (Picoi).

La LINGUA SARDA in ITALIA - patrimonio a rischio?

Trovate 34 domande correlate

Cosa vuol dire Pillona in sardo?

Pillona. Membro virile. A pillona fatta. (In erezione.)

Cosa vuol dire Eja in sardo?

Ajòni! = forza!, orsù! Eja! = sì!

Come si dice in sardo Cin Cin?

Cin cin ....a sa saludi de tottusu !

Cosa vuol dire is in sardo?

Le preposizioni articolate italiane si traducono perciò con le preposizioni semplici seguite dall'articolo conveniente: A SU (al, allo), A SA (alla), A IS (ai, agli, alle); DE SU (del, dello, dal, dallo), DE SA (della, dalla), DE IS (dei, degli, delle, dai, dagli, dalle); IN SU (nel, nello), IN SA (nella), IN IS (nei, ...

Come si dice ciao in sardo?

Ajò (anche ajòni o ajòne, in còrso scritto aiò) è un'espressione comune a tutte le lingue e dialetti parlati in Sardegna e Corsica, e utilizzata molto spesso anche nella rispettiva variante regionale dell'italiano e del francese.

Come si dice in sardo ti voglio bene?

Ti cherzo 'ene ti voglio bene.

Come si dice in sardo ti amo?

In sardo (o almeno in sardo campidanese) “Ti amo” non esiste, se non italianizzato. Oppure puoi utilizzare perifrasi come ad esempio “Ses su coru miu stimau” (sei il mio cuore adorato).

Cosa vuol dire Niu in sardo?

Nìu significa “nido” nella lingua sarda, come la sua forma e dimensioni ricordano.

Cosa vuol dire Tanka in sardo?

– In Sardegna, appezzamento di terreno, di solito recintato con muretti a secco o con siepi di fichi d'India, destinato soprattutto al pascolo ovino, con ricoveri per i pastori: nella sconfinata solitudine della t. battuta dal sole (Deledda).

Cosa vuol dire Gommai in sardo?

I due amici, amiche o cugini che suggellano il comparaggio si chiameranno tra loro 'goppai' o 'gommai', esattamente come per il comparaggio di battesimo o di cresima, ma quando, come spesso succede, l'amicizia viene rotta da un litigio, allora la tradizione popolare dice che i due “anti segau su Sant'Juanni”, cioè è ...

Cosa vuol dire bau in sardo?

Bacu (o Baccu) - Gola di montagna . Bau, baueddu - Guado del fiume . Benàttsu (o Bannàxi) - Terreno terreno di pianura facilmente inondabile per le piogge .

Come si dice però in sardo?

Si scrive però ma si pronuncia però o peròe ("però") Si scrive facher ma si pronuncia fàchere ("fare") Si scrive isterrer ma si pronuncia istèrrere ("stendere")

Cosa vuol dire serra in sardo?

| Montagna, catena di monti. Istat sempre peri sas serras sta sempre sulle montagne.

Cosa vuol dire in sardo su Cunnu?

In su cunnu o torradinci in su cunnu. E' il peggiore insulto che si possa fare a un sardo e in sardo. Letteralmente significa "Torna nella vagina" o "Tornatene dentro la vagina", intendendo "in quella di tua madre che ti ha partorito".

Come si scrive stai zitto in sardo?

5) “E mudu!!!” ossia “e stai zitto!!!”

Come si dice in sardo buon anno?

Augurios pro s'annu nou.

Cosa vuol dire in sardo EIA?

eia, gr. εἶα]. – Anticam. esprimeva meraviglia: eia, Calandrino, che vuol dir questo? (Boccaccio); era anche di esortazione o di esultanza, col senso di «orsù, evviva»; con questo valore fu rimesso in uso da G.

Come si dice in sardo buona fortuna?

bonòra s. f. buona sorte, buona fortuna. Deu bos diat sa bonora Dio vi conceda la prosperità, la felicità.

Cosa vuol dire eia eia alalà?

L'espressione Eja Eja, Alalà, a metà tra il grido di battaglia e l'urlo di giubilo, viene attribuita a Gabriele d'Annunzio. Invece deriva dai Romani e dai Greci. Eja, eja, alalà. Così si esultava e si brindava, ci si incoraggiava e talvolta ci si salutava.