Oggi il mito si è evoluto da racconto sacro delle origini a uno strumento culturale e simbolico che interpreta la complessità contemporanea, le paure e i desideri collettivi. Lontano dall'essere solo una fiaba antica, il mito moderno si manifesta attraverso narrazioni mediatiche, pubblicitarie, e storie popolari, costruendo identità sociali e rispecchiando l'inconscio collettivo.
Nel linguaggio attuale, la parola “mito” si riferisce a un modello, un personaggio esemplare ed eccezionale al quale ispirarsi, nel quale riconoscersi e identificarsi. Significato che in fondo non si discosta molto da quello del mondo antico.
Idealizzazione di un evento o personaggio storico che assume, nella coscienza dei posteri o anche dei contemporanei, carattere e proporzione quasi leggendarî, esercitando un forte potere di attrazione sulla fantasia e sul sentimento di un popolo o di un'età: il m.
Un mito è una narrazione, dove solitamente i protagonisti sono dei ed eroi, relativa alle origini del mondo o alle modalità con cui il mondo stesso e le creature viventi hanno raggiunto la forma presente. La parola deriva dal greco mythos che significa parola, discorso, racconto.
Nelson Mandela, Ghandi, Rita Levi di Montalcini e Steve Jobs sono i miti dei ragazzi tra i 17 e 18 anni. E' quanto emerge da “Teen's voice: miti e valori dei giovani”, una ricerca elaborata dal Campus Orienta - il Salone dello studente e La Sapienza di Roma, presentata in Senato.