Il piede metrico è l'unità ritmica fondamentale nella poesia classica (greca e latina), costituita da una combinazione fissa di sillabe lunghe (—) e brevi (˘), scandita da un accento ritmico (ictus). Ogni piede è composto da un tempo forte (arsi) e uno debole (tesi), e la ripetizione di questi piedi forma il metro e il verso.
Nella metrica italiana moderna vengono chiamati piedi quei gruppi di versi che formano le strofe della canzone o la stanza di una ballata o anche le prime due quartine del sonetto. La metrica del Novecento esalta la funzione del piede per la sua autonomia di contro all'isosillabo e quindi al verso libero.
Il verso più comune, quello usato nella poesia epica e in vari altri generi letterari, è l'esametro dattilico, così detto perché è formato da una sequenza di sei metri (altrimenti detti “piedi”) dattilici. In questo caso, il piede è detto “spondaico”.
Cosa si intende per piede metrico nella metrica latina?
Per piede nella metrica classica s'intende un modulo ritmico formato da sillabe brevi (˘) o lunghe (-) tenute insieme da una percussione (ovvero accento che cade costantemente sulla sillaba lunga). La denominazione deriva dal fatto che si soleva misurare il tempo con il battere e il levare del piede.
In alcune sculture greche si può osservare la rappresentazione di questo tipo di piede in vari personaggi mitologici. Secondo Imre Somogyi, le persone con piede greco sono attive, entusiaste, intelligenti e hanno grande capacità sportiva e di leadership.