Domanda di: Sig.ra Luna Esposito | Ultimo aggiornamento: 17 giugno 2026 Valutazione: 4.1/5
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La valutazione trifocale è un approccio pedagogico per valutare le competenze, basato sulla triangolazione di tre prospettive distinte: soggettiva (autovalutazione dell'alunno), oggettiva (prestazioni osservabili) e intersoggettiva (valutazione del contesto e del docente). Ideata da studiosi come Pellerey e Castoldi, mira a superare la valutazione tradizionale per fornire una visione olistica e approfondita dell'apprendimento.
La prospettiva trifocale individua tre punti di vista relativi alla competenza, che sono quello soggettivo, oggettivo e intersoggettivo (Castoldi, 2016).
A partire dal principio di triangolazione si può riconoscere una prospettiva trifocale da cui osservare lo sviluppo della competenza nel soggetto, un ideale triangolo di osservazione che assuma come baricentro l'idea stessa di competenza su cui si basano i differenti punti di vista.
Questa valutazione prevede la triangolazione di tre punti di vista: quello soggettivo dell'alunno/a sul proprio lavoro; quello soggettivo, ma esterno, dell'insegnante (ed eventualmente anche dei genitori e dei compagni/e di classe);
si rileva con la bussola l'azimut dei punti di traguardo; si calcolano e si riportano sulla mappa con il goniometro i corrispondenti azimut reciproci; il punto di intersezione delle linee rette tracciate sulla mappa a partire dai punti di traguardo individua la zona in cui si trova il punto di osservazione.