Lo SPRAR (Sistema di Protezione per Richiedenti Asilo e Rifugiati) è una rete di enti locali italiani che, in collaborazione con il terzo settore, realizza progetti di accoglienza integrata per migranti forzati. Non fornisce solo vitto e alloggio, ma promuove percorsi di inclusione socio-economica, assistenza sanitaria, legale e formazione, favorendo l'autonomia dei beneficiari.
Oggi gli ex SPRAR (Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati) si chiamano SAI (Sistema di Accoglienza e Integrazione), dopo essere stati rinominati SIPROIMI (Sistema di protezione per titolari di protezione internazionale e per i minori stranieri non accompagnati) a seguito del Decreto Sicurezza del 2018, e successivamente modificati dal Decreto Immigrazione del 2020. Il SAI è il sistema attuale, gestito dagli enti locali, che offre accoglienza integrata attraverso percorsi individualizzati per richiedenti e titolari di protezione internazionale.
Il Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati (SPRAR) è costituito dalla rete degli enti locali che per la realizzazione di progetti di accoglienza integrata accedono, nei limiti delle risorse disponibili, al Fondo nazionale per le politiche e i servizi dell'asilo.
Il SAI sostituisce il SIPROIMI, introdotto dal primo Decreto Sicurezza nel 2018, che a sua volta aveva rimpiazzato il modello SPRAR. A queste modifiche nomenclative corrispondono diverse modalità di intendere l'accoglienza, che allargano o respingono le maglie dei possibili beneficiari.
Qual è la regione italiana che ospita più stranieri?
L'Emilia-Romagna si conferma prima regione italiana per incidenza di residenti stranieri, seguita a distanza dalla Lombardia, secondo il dossier statistico Idos/Confronti appena pubblicato.