a. Titolo di cortesia e di rispetto con cui ci si rivolge o ci si riferisce a una donna sposata, o comunque di una certa età, normalmente premesso al cognome (le presento la s. Marchi; ha telefonato la s. Rossi), e, con maggiore familiarità, al nome di battesimo (vorrei parlare con la s.
La vecchia regola di rivolgersi con l'appellativo di "signorina" alle donne non sposate è stata in qualche modo messa da parte dalle tante unioni nate fuori dal matrimonio. La Crusca ha analizzato la situazione e dato la sua risposta: meglio usare l'appellativo di "signora".
Il pronome di trattamento in questo caso è il “lei”, tanto per il maschile quanto per il femminile e per rivolgerci al nostro interlocutore usiamo il titolo e il cognome: signora Bianchi; dottor Paolucci; ingegner Gastaldi; professoressa Baccin ecc.
Ricondurre lo status sociale della donna e la sua legittimazione come persona al suo essere sposata è davvero anacronistico. Signorina si può usare solo se la persona è molto giovane. Nel caso di una ragazzina di 11 anni per esempio si può fare, ma è ormai sempre meno indicato.