Dalla biopsia si capisce se ci sono metastasi?

Domanda di: Ing. Pericle Ferrari  |  Ultimo aggiornamento: 23 maggio 2026
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Sì, la biopsia (sia tissutale che liquida) è fondamentale per capire se ci sono metastasi, confermando se le cellule in una determinata area provengono dal tumore primitivo. L'esame istologico analizza la natura del tessuto, mentre la biopsia liquida (sangue) rileva il DNA tumorale circolante, identificando mutazioni e metastasi, specialmente per monitorare la resistenza alle terapie.

Come si capisce se un tumore è in metastasi?

Diagnosi. Esistono diverse tecniche di imaging che possono aiutare a rilevare le metastasi. Queste includono la tomografia computerizzata (TC), l'imaging a risonanza magnetica (IRM), la tomografia a emissione di positroni (PET) e la scintigrafia ossea.

Cosa può uscire dalla biopsia?

La biopsia può essere utilizzata per verificare la presenza di:

  • tumori benigni e maligni (cancro)
  • infiammazioni del fegato (epatite) o del rene (nefrite)
  • infezioni dei linfonodi (per esempio a causa della tubercolosi)
  • varie malattie della pelle.

Cosa dice la biopsia di un tumore?

La biopsia liquida è una metodologia di analisi di materiale di origine tumorale, come cellule, proteine, DNA o RNA, ottenuto da fluidi corporei, tipicamente mediante prelievo sanguigno. Tale tecnica è impiegabile per l'identificazione di marcatori con valore prognostico o predittivo.

Quali sono le metastasi ai linfonodi?

Le metastasi linfonodali

Per diffusione ematica si intende la trasmigrazione delle cellule malate in altri distretti corporei seguendo il flusso sanguigno. Quando si parla invece di metastasi per contiguità si intende la diffusione in organi vicini rispetto alla sede di insorgenza del tumore.

Battere le metastasi: la biopsia liquida e la fisica del cancro