Sì, Dante Alighieri (Firenze, 1265 – Ravenna, 1321) è stato un poeta, scrittore e politico italiano, universalmente riconosciuto come il "padre della lingua italiana" per aver reso il volgare fiorentino la base della lingua letteraria nazionale attraverso la Divina Commedia. Sebbene nato in un'epoca in cui l'Italia era divisa in città-stato, è considerato il pilastro della letteratura italiana.
Gli Alighieri, famiglia fiorentina di nobiltà minore, che si vantava di essere pianta di seme romano (Inf. XV segg.), provenivano da un ramo della potente stirpe degli Elisei (Par. 138): da una certa Aldighiera della Valle del Po, andata sposa a Cacciaguida che partecipò alla seconda crociata durante la quale morì.
Viene considerato il padre della lingua italiana; la sua fama è dovuta alla paternità della Comedìa, divenuta celebre come Divina Commedia e universalmente considerata la più grande opera scritta in lingua italiana e uno dei maggiori capolavori della letteratura mondiale.
Dante scrive in fiorentino, dall'inizio alla fine della sua carriera: in altri termini, il sistema fonologico, morfologico, sintattico che si desume dalle sue opere – pur con le cautele imposte dalla mancanza di autografi e dalla varia tradizione di esse (cfr.
Si intendono per volgari medievali d'Italia le varietà linguistiche diverse dal latino scritte in Italia nel medioevo e nel primo Rinascimento prima dell'imporsi del fiorentino, chiamato ben presto toscano e da un certo punto in poi, come facciamo noi oggi, italiano.