Differenza tra correttezza diligenza e buona fede?
Domanda di: Marco Villa | Ultimo aggiornamento: 26 aprile 2026 Valutazione: 4.8/5
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La correttezza, la buona fede e la diligenza sono principi del diritto civile italiano che regolano i rapporti obbligatori. La buona fede (o correttezza in senso oggettivo, art. 1175 c.c.) impone lealtà e solidarietà generale tra le parti. La diligenza (art. 1176 c.c.) riguarda la cura tecnica e l'attenzione necessarie per adempiere esattamente la prestazione.
(1) La diligenza rappresenta un concetto diverso da correttezza o buona fede (v. 1175 c.c.). Queste ultime impongono alle parti di tenere un comportamento corretto nell'eseguire la propria prestazione ma non riguardano interessi specificamente predeterminati bensì il rapporto obbligatorio nel suo complesso.
(2) L'articolo fa riferimento al concetto di correttezza, a cui può affiancarsi quello di buona fede in senso oggettivo, cioè il dovere di comportarsi con lealtà ed onestà.
Convinzione soggettiva di operare rettamente: agire in buona fede. In partic., in diritto: b. soggettiva, ignoranza (non dipendente da negligenza grave) di ledere l'altrui diritto; b. oggettiva, onestà e correttezza di comportamento nei rapporti con gli altri.
Qual è la differenza tra la diligenza del buon padre di famiglia e la diligenza professionale?
La diligenza indica l'attenzione e la cura che il debitore deve impiegare per eseguire esattamente la prestazione. Buon padre di famiglia è colui che, tendendo alla realizzazione di interessi altrui, è guidato da una particolare sollecitudine, anche se non eccezionale.