In largo Argentina, a Roma, dove oggi si trova una fermata dei mezzi pubblici e dove più di duemila anni fa si trovava la Curia di Pompeo, sede provvisoria del Senato distrutto da un incendio, il 15 marzo del 44 a.C. si consumò la fine di Giulio Cesare.
Le fonti riportano infatti che, dopo essere stato assassinato all'interno della curia di Pompeo, nell'Area Sacra di largo Argentina, le spoglie di Cesare furono trasferite all'interno del Foro Romano per essere cremate e nel luogo in cui fu deposto fu innalzata una colonna marmorea con su scritto “Parenti Patriae“, ...
E proprio alla metà del mese, il 15 marzo del 44 a.C, Cesare venne assassinato con 23 pugnalate da un gruppo di senatori che volevano ostacolarne l'ascesa al potere. A capeggiare i cospiratori — lo abbiamo ricordato sopra — Gaio Cassio e Marco Giunio Bruto, amato figlio adottivo di Cesare.
Sconfisse l'esercito a Farsalo e si fece nominare dittatore a vita. Fece riforme, riorganizzò le Istituzioni della Repubblica, assegnò le terre ai veterani e ai poveri, diede la cittadinanza agli abitanti della Gallia Cisalpina, fece opere pubbliche.
Il soprannome di Giulio Cesare era "Il Dittatore". Era un personaggio importante della storia romana, noto per la sua abilità militare e politica e per aver fondato il Primo Impero Romano.