Domanda di: Quarto Donati | Ultimo aggiornamento: 18 marzo 2023 Valutazione: 4.3/5
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I soldi provengono dalla cassa della Segreteria di Stato che gestisce anche l'Obolo di San Pietro, cioè le offerte che ogni 29 giugno dal profondo della comunità cattolica salgono fino al Papa. Anche se sempre meno.
Lo Stato della Città del Vaticano, poco più di 40 km quadrati e circa 450 abitanti, con una forma di governo teocratica, ha la propria banca (lo Ior, Istituto opere religiose) e batte la propria moneta, anche se, per effetto dell'unione doganale e monetaria con l'Italia, adotta l'euro.
Nello specifico lo Ior gestisce i depositi di dicasteri, diocesi e congregazioni religiose, cioè circa 5 miliardi di euro, ma il patrimonio netto che amministra è di 654 milioni di euro.
I contributi delle amministrazioni locali alle scuole costituiscono la successiva voce di spesa più ingente, aggirandosi intorno ai 500 milioni di euro, somma addirittura superiore a quella stanziata a livello statale, che si aggirano intorno ai 430 milioni di euro.
L'Istituto per le Opere di Religione (d'ora in avanti, l'Istituto o IOR) è un ente della Santa Sede, eretto con Chirografo di Sua Santità Pio XII il 27 giugno 1942. Le sue origini risalgono alla “Commissione ad pias causas” istituita dal Sommo Pontefice Leone XIII nel 1887.