Dove si accumula il radiofarmaco?

Domanda di: Benedetta Fontana  |  Ultimo aggiornamento: 24 aprile 2026
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Il radiofarmaco si accumula selettivamente nei tessuti con elevato metabolismo, infiammazione o alta attività recettoriale (come cellule tumorali, ossa, cuore, reni o cervello) a seconda del tipo di esame. Il più comune, il 18F-FDG, si concentra dove il consumo di glucosio è alto, mentre altri mirano a organi specifici (es. iodio per la tiroide).

Dove si accumula il radiofarmaco nel corpo?

Il radiofarmaco viene somministrato al paziente per via endovenosa e si distribuisce così in tutto il corpo. Grazie alla molecola “traghettatrice”, il radiofarmaco però si accumula in modo estremamente selettivo in alcune parti del corpo, ad esempio in vescica e in corrispondenza delle aree tumorali.

Quali sono gli effetti collaterali del radiofarmaco?

La sicurezza dei radiofarmaci

  • pelle e tessuto sottocutaneo (26.6%), con (in ordine di frequenza) rash, prurito, eritema, orticaria, iperidrosi;
  • disturbi sistemici o del sito di somministrazione (24.4%) – febbre, “altri eventi non specificati”, “malessere”
  • apparato gastrointestinale (9.8%) – nausea, vomito.

Cosa significa accumulo del radiofarmaco?

Cosa significa in una scintigrafia assenza di patologico accumulo dei Radiocomposto in corrispondenz. Significa che la scintigrafia non mostra metastasi ossee nelle parti esaminate.

Quanto tempo si rimane radioattivi dopo la scintigrafia?

Dopo una scintigrafia, si rimane radioattivi per un periodo breve, solitamente 24-48 ore, a seconda del radiofarmaco usato, ma si può tornare alle normali attività quasi subito. È fondamentale bere molti liquidi per eliminare il tracciante e, per precauzione, si raccomanda di evitare il contatto stretto prolungato con bambini piccoli e donne in gravidanza per circa un giorno, per ridurre al minimo l'esposizione alle radiazioni.
 

Ecco come avviene la somministrazione dei farmaci radioattivi in medicina nucleare