Si respira più ossigeno a livello del mare, dove la pressione atmosferica più alta comprime maggiormente le molecole di ossigeno, facilitandone l'assunzione a ogni respiro. Sebbene in montagna l'aria sia più pulita e pura, ad altitudini elevate l'ossigeno diventa più rarefatto e meno disponibile. Zone come la Finlandia offrono tra l'aria più pulita al mondo.
In quota la percentuale di ossigeno presente nella miscela gassosa che chiamiamo aria è sempre 21%, come a livello del mare. Quello che cambia è la pressione parziale dell'ossigeno, che si riduce in maniera inversamente proporzionale all'aumento della quota.
Respirare profondamente con il diaframma (piuttosto che respirare superficialmente con il torace) aiuta a portare più ossigeno nei polmoni e nel flusso sanguigno. Cosa fare: Prova a fare respiri lenti e profondi per 5-10 minuti, più volte al giorno.
Sì quindi al mare evitando di esporsi alle alte temperature per non aggravare la patologia respiratoria stessa. Il caldo altera l'equilibrio tra paziente e ambiente, e determina in seguito alla sudorazione un maggiore rischio di disidratazione pertanto richiede adeguata idratazione.
A un'altitudine di circa 10.000 metri, la saturazione di ossigeno di una persona sana può scendere sotto il 90%. A seconda dell'età e dello stato di salute generale, questo livello può essere raggiunto anche ad altitudini inferiori.