L'Italia si rifornisce di gas naturale principalmente da Algeria, Azerbaijan, Libia, Norvegia e tramite GNL (gas naturale liquefatto) via nave, dopo aver drasticamente ridotto le importazioni dalla Russia. Il petrolio arriva soprattutto da Africa, paesi ex Urss e Medio Oriente. La produzione interna copre una piccola parte del fabbisogno.
I giacimenti di petrolio più importanti in Italia si trovano in Sicilia e nel suo immediato offshore, in particolare il giacimento di Ragusa (1500 metri di profondità) e quello di Gela (scoperto nel 1956, ha caratteristiche simili a quello di Ragusa e si trova a 3500 metri di profondità) e quello di Gagliano ...
Partiamo dai gasdotti. I punti di ingresso dei gasdotti sono Tarvisio, Passo Gries, Mazara del Vallo, Melendugno e Gela. Tarvisio è il punto di arrivo del gasdotto TAG che collegava il nostro paese alla Russia.
Da un punto di vista regionale è l'Africa l'area da cui l'Italia importa più petrolio (36,6% del totale, +15,7% sul 2023), seguita dai Paesi ex Urss (31,4%, -1,5% sul 2023). Al terzo posto proprio il Medio Oriente (17,8% del totale, -28,2% sul 2023), medaglia di legno invece per l'America (11,1%, -10,0% sul 2023).
Dove si trova il più grande giacimento di petrolio in Italia?
La Basilicata ospita due dei giacimenti più grandi e produttivi del Paese: Val d'Agri e Tempa Rossa. Il giacimento di Val d'Agri comprende 27 pozzi, mentre Tempa Rossa è un giacimento esteso per 290 chilometri quadrati tra i comuni di Corleto Perticara e Gorgoglione.