La difterite è causata dal Corynebacterium diphtheriae, un batterio che si riproduce sulla superficie delle mucose della gola. È possibile entrare in contatto con il microbo attraverso le goccioline di saliva presenti nell'aria, oggetti contaminati o ferite infette.
La difterite si trasmette per contatto diretto con una persona infetta o, più raramente, con oggetti contaminati da secrezioni delle lesioni di un paziente. In passato, anche il latte non pastorizzato ha rappresentato un veicolo di infezione. Il periodo di incubazione dura da due a cinque giorni.
Bisognerà inoltrarsi nel XIX secolo prima di fare un passo in avanti nell'inquadramento nosologico di questa malattia infettiva, quando Bretonneau (1778-1862), nel 1826, ammise l'identità della forma faringea con quella laringea o croup, assegnando alla malattia il nome di difterite(10).
La difterite provoca la formazione di membrane nella gola che impediscono il passaggio dell'aria e conducono all'asfissia. Certi batteri producono una tossina che può indebolire il cuore, provocare una paralisi e/o un cedimento degli organi vitali.
Da iniziare anche in caso di sospetta infezione, la terapia per la difterite prevede sostanzialmente la somministrazione della cosiddetta antitossina difterica per via endovenosa o intramuscolare, seguita da una cura antibiotica ad hoc a base, solitamente, di eritromicina, penicillina G e procaina.