Domanda di: Ing. Lorenzo Mariani | Ultimo aggiornamento: 5 dicembre 2023 Valutazione: 4.2/5
(34 voti)
uova crude (o poco cotte) e derivati a base di uova. latte crudo e derivati del latte crudo (compreso il latte in polvere) carne e derivati (specialmente se poco cotti) salse e condimenti per insalate.
È ovvio quindi, che la SALMONELLA, insieme a piccolissime particelle di feci, può essere presente nella polvere, sulla frutta e verdura, sul guscio delle uova, nella carne cruda, sulle mani, ecc... e soprattutto sul guscio delle uova che costituiscono il principale veicolo di infezione per l'uomo.
Quando l'intestino è colpito dall'infezione, i sintomi di solito esordiscono 12-48 ore dopo l'ingestione dei batteri. Si presentano nausea e dolore addominale crampiforme, subito seguiti da diarrea acquosa, febbre e vomito. I sintomi da Salmonella si risolvono in 1-4 giorni.
Le fonti più comuni sono state carne di pollo e di tacchino. La salmonellosi è la seconda zoonosi più riportata, avendo colpito 60.050 persone rispetto alle 52.702 del 2020. Seguono la yersiniosi (6.789 casi), le infezioni da Escherichia coli produttore di tossine Shiga (STEC) (6.084) e la listeriosi (2.183).
«A una temperatura di 70 gradi il tuorlo, che è appunto quello incriminato, si rapprende fino a diventare sodo. Quando si cucinano frittate o uova strapazzate e non c'è più liquido visibile significa che è stata raggiunta la temperatura di 70 gradi e quindi l'eventuale salmonella presente è stata distrutta».