Il Landmine Monitor, rapporto sulle mine antiuomo pubblicato ogni anno dall'International Campaign to ban Landmines (ICBL) identifica 12 Stati come attuali produttori di mine antiuomo: Cina, Cuba, India, Iran, Myanmar, Corea del Nord e Corea del Sud, Pakistan, Russia, Singapore, Stati Uniti e Vietnam.
Queste armi possono essere trovate su strade, sentieri, campi di contadini, foreste, deserti, lungo i confini, nelle case e nelle scuole circostanti e in altri luoghi in cui le persone svolgono le loro attività quotidiane”, si legge nel rapporto. Sono almeno 60 gli stati contaminati da mine antiuomo.
Dal 1993 in poi a seguito della mobilitazione dell'opinione pubblica e della messa al bando delle mine antiuomo, il tema della riconversione aziendale emerge con decisione. Nel settembre 1997 la Valsella Meccanotecnica viene messa in liquidazione. Oggi nessuna azienda italiana produce più mine o bombe a grappolo.
Le mine antiuomo sono uno strumento di guerra terribile e subdolo perché essendo nascoste in genere sotto il terreno, esplodono quando vengono accidentalmente calpestate o urtate da chi si trova a passare nella zona che è stata minata, causando in genere l'amputazione degli arti inferiori.
La detonazione delle mine terrestri può essere basata su numerosi principi: la pressione, la rilevazione di movimento, suono o vibrazioni, fino all'uso di campi magnetici.