Il territorio bergamasco è stato per molti decenni la culla del tessile liniero italiano: il progetto di Astino è nato dalla collaborazione tra Linificio e Canapificio Nazionale e alcune delle eccellenze della filiera tessile liniera locale come i citati Albini Group, Martinelli Ginetto e Dyeberg.
Nel 2021 gli ettari coltivati erano 429, con una produzione di 9.294 quintali. La Toscana coltiva 315 ettari, il resto è coltivato nel Lazio, in Lombardia, Piemonte, Emilia Romagna e Veneto (dati ISTAT). La coltivazione del lino da fibra copre 16 ettari.
Le produzioni europea e sovietica (territorio europeo e asiatico) costituiscono la massima parte della produzione mondiale (90% circa). Fuori d'Europa e di Russia producono lino per fibra il Canada, gli Stati Uniti, il Giappone e l'Egitto.
I fasci di fibre di canapa sono più lunghi di quelli di lino. Le fibre di canapa variano da 4 a circa 7 piedi di lunghezza, mentre il lino è generalmente lungo da 1,5 a 3 piedi. Il colore delle fibre di lino va dal giallastro al grigio, mentre la canapa tende al marrone scuro.
I Fenici, celebri mercanti ed illustri navigatori, acquistavano infatti il lino in Egitto per esportarlo in Irlanda, in Inghilterra e in Bretagna: grazie a questo itinerario, la fibra è approdata nel continente europeo. Dalla sua introduzione in Europa, il lino conosce uno sviluppo incredibile.