Nella mitologia greca e romana, era una donna dotata di poteri divinatori donatigli da Apollo. Le Sibille vivevano in grotte o nei pressi di corsi d'acqua e vaticinavano in stato di inconsapevole frenesia, abitualmente scrivendo in esametri greci.
Lungo 131 metri e di forma trapezoidale, l'Antro della Sibilla di Cuma, secondo la tradizione, fu il luogo dove risiedeva la Sibilla Cumana, la profetessa del dio Apollo, famosa per i suoi oracoli che Virgilio descrive nella sua Eneide. Nel suo libro l'autore narra anche di un luogo simile all'Antro della Sibilla.
La Sibilla Appenninica (detta anche Sibilla Picena o Sibilla di Norcia) è una figura dell'immaginario collettivo diffusasi a partire dal Medioevo nell'area montana del Piceno e di Norcia, in particolare appunto sui Monti Sibillini, ai quali questa ha dato il nome.
La Sibilla è una figura esistita storicamente, ma presente nella mitologia greca e in quella romana. Le sibille erano vergini dotate di virtù profetiche ispirate da un dio (solitamente Apollo), ed erano in grado di fornire responsi e fare predizioni, per lo più in forma oscura o ambivalente.
Amministrativamente è situata nel comune di Montemonaco e per una parte in quello di Montefortino, rispettivamente appartenenti alle province di Ascoli Piceno e Fermo, tutto il territorio è situato nel Parco Nazionale dei Monti Sibillini.