Domanda di: Ing. Carmela Messina | Ultimo aggiornamento: 19 aprile 2026 Valutazione: 4.2/5
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La consapevolezza di Gesù riguardo alla propria divinità è un tema complesso con diverse interpretazioni teologiche. Mentre la tradizione cristiana (dogma di Calcedonia) sostiene che Gesù fosse vero Dio e vero uomo, consapevole della sua natura fin dall'infanzia, alcuni studi storici suggeriscono che i vangeli sinottici non riportino un'auto-identificazione diretta e immediata come Dio, evidenziando piuttosto la sua umanità e una rivelazione progressiva.
Nel versetto 20, quando dichiara che il Padre ama il Figlio e gli mostra tutto quello che fa, di nuovo sta innalzando il fatto che egli è il Figlio di Dio, in senso personale e divino.
I discepoli non credevano che Gesù fosse Dio. Non lo sosteneva nemmeno lo stesso Gesù. Gesù era un semplice predicatore ebreo di umili origini che, secondo gli apostoli e tre evangelisti, Dio avrebbe esaltato a un rango divino soltanto dopo la sua morte. In seguito, anche questa tesi sarebbe stata considerata eresia.
I testi principali dell'ebraismo rifiutano Gesù come Dio, essere divino, intermediario tra gli esseri umani e Dio, Messia o santo. La fede nella Trinità è inoltre ritenuta incompatibile con l'ebraismo, come anche una quantità di altri dogmi del cristianesimo.