I guadagni di YouTube devono sempre essere dichiarati all'Agenzia delle Entrate italiana, indipendentemente dall'importo ricevuto. Questi guadagni sono considerati reddito e devono essere inclusi nella dichiarazione dei redditi (modello 730 o Redditi PF). A seconda della frequenza e dell'ammontare dei guadagni, è necessario classificarli come prestazioni occasionali o aprire una partita IVA.
Quanto posso guadagnare su YouTube senza partita IVA?
E soprattutto ci sono dei parametri economici da rispettare: Non bisognerà fatturare più di €5000 in un anno . Questi guadagni dovranno essere spalmati su più clienti in quanto un'altra regola della prestazione occasionale è quella che da un limite di €2500 di guadagno che si può fare con un singolo cliente.
Iscrivendosi alla Gestione Commercianti INPS lo YouTuber potrà scegliere di pagare contributi ridotti pari al 15,91% del reddito imponibile (78% del fatturato incassato nell'anno), restando obbligato però a pagare dei contributi minimali fissi, pari ad € 2.957,00.
L'apertura della partita IVA è obbligatoria per chi svolge l'attività di influencer, creator o YouTuber in modo continuativo e abituale, percependo compensi ricorrenti da collaborazioni, sponsorizzazioni o vendita di contenuti.