La celebre frase "il fine giustifica i mezzi" è spesso associata al pensiero machiavelliano e applicata alle azioni di Napoleone Bonaparte. Sebbene attribuita a Niccolò Machiavelli Treccani e al suo realismo politico, non si trova esplicitamente nei suoi scritti, ma ne sintetizza il concetto di prioritizzazione del potere dello Stato. Napoleone è visto come un esempio storico di tale approccio, usando azioni spregiudicate per consolidare l'ordine e il potere.
Di qui l'attribuzione a Machiavelli di una frase,“il fine giustifica i mezzi”, da lui mai scritta. Il “fine”, ovvero la conquista e la conservazione del potere politico, giustificherebbe l'uso, ogniqualvolta sia necessario, della crudeltà e della dissimulazione, della forza e dell'astuzia.
"Il fine giustifica i mezzi" è un detto usato per razionalizzare azioni moralmente discutibili intraprese allo scopo di raggiungere un obiettivo degno di nota.
« Il fine giustifica i mezzi. » « Ognun vede quel che tu pari, pochi sentono quel che tu sei. » « Se la religione nostra richiede che abbia in te fortezza, vuole che tu sia atto a patire più che a fare una cosa forte.
L'ultimo capitolo del "Principe" di Machiavelli è un'esortazione all'azione, invitando a passare dalle parole ai fatti per migliorare la situazione italiana. Machiavelli paragona l'Italia a situazioni storiche di liberazione, esortando i de Medici a diventare i liberatori del paese.