Il vaccino antinfluenzale 2025/2026 offre una protezione, seppur parzialmente ridotta, anche contro la variante K del virus A(H3N2), proteggendo efficacemente dalle forme gravi e riducendo il rischio di ricoveri, con un'efficacia stimata intorno al 30-75%. Sebbene la variante presenti mutazioni che possono causare infezioni lievi, la vaccinazione resta fondamentale per prevenire complicanze e ridurre la circolazione del virus.
I vaccini antinfluenzali disponibili nell'Unione Europea hanno un'efficacia che varia dal 52% al 57% contro il “super virus” che ha anticipato la stagione 2025: l'influenza A H3N2.
Da quali virus protegge il vaccino antinfluenzale?
Il vaccino antinfluenzale copre i ceppi di virus influenzali (due di tipo A e uno o due di tipo B) che si prevede saranno più diffusi nella stagione invernale, con il vaccino quadrivalente che offre una copertura più ampia (due A e due B) rispetto al trivalente (due A e uno B). Ogni anno l'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) aggiorna le raccomandazioni sui ceppi da includere, in base ai virus più circolanti, come A(H1N1), A(H3N2) e i lignaggi B (Victoria e Yamagata).
Gli antibiotici non servono a meno di complicazioni batteriche. La cura si basa sulla gestione dei sintomi e permettere al sistema immunitario di lavorare. Il paracetamolo è solitamente la prima scelta perché non aggredisce lo stomaco mentre l'ibuprofene può essere irritante per chi ha crampi gastrici.
lavare regolarmente le mani e asciugarle correttamente. coprire naso e bocca quando si starnutisce o tossisce con fazzoletti monouso, da smaltire correttamente e lavarsi le mani. rimanere a casa nelle fasi iniziali di malattie respiratorie febbrili. evitare il contatto stretto con persone ammalate.