Il verbo "essere" può svolgere sia la funzione di ausiliare, aiutando altri verbi a formare tempi composti o il passivo (es. sono andato), sia di predicato verbale quando ha significato proprio di esistere, trovarsi o stare. Quando unito a un aggettivo o nome (predicato nominale), agisce invece come copula.
Quando il verbo "essere" è ausiliare di un predicato verbale?
ATTENZIONE: i verbi essere e avere, nel predicato verbale, sono ausiliari (è partito/ha detto) e ricordati che essere è predicato verbale nel caso in cui indichi: stare, esistere, trovarsi, rimanere, appartenere o sia seguito da preposizioni semplici o articolate .
L'ausiliare essere viene usato con la maggior parte dei verbi intransitivi (sono andato), con la forma passiva dei verbi intransitivi (sono stati premiati), con i verbi riflessivi e riflessivi reciproci (mi sono pettinato), con il si impersonale (si è detto), con il si passivante (si è udita una voce).
Il verbo essere è irregolare, non segue quindi le regole delle tre coniugazioni dei verbi italiani (-are, -ere, -ire), ma si coniuga in maniera differente. I modi del verbo essere sono sette: Quattro modi finiti (indicativo, congiuntivo, condizionale e imperativo) Tre modi indefiniti (gerundio, infinito e participio)
Qual è la differenza tra il verbo "essere" come ausiliare e il predicato nominale?
1- Verbo essere come COPULA (predicato nominale):Maria è intelligente e (è) studiosa. 2- Verbo essere come AUSILIARE (quindi assume la funzione di predicato verbale): Maria è ammirata dai suoi compagni di classe per la sua intelligenza.