Sì, il verbo pensare, quando è seguito dalla congiunzione "che" e introduce un'opinione soggettiva o un'incertezza, richiede il congiuntivo (es. Penso che sia tardi). Tuttavia, nel parlato informale o quando si esprime una forte convinzione, è accettabile l'uso dell'indicativo (es. Penso che è tardi).
🔘PENSARE CHE può essere seguito dal congiuntivo, dal futuro o dal condizionale (in base al contesto). 🔘PENSARE PER indica che qualcosa è stata fatta per uno scopo preciso ("Quest'auto è pensata per chi vuole viaggiare comodamente").
I verbi al congiuntivo sono quelli che esprimono soggettività, incertezza, dubbio, desiderio, speranza o emozione, e si usano in frasi subordinate introdotte da "che" o "se", dopo verbi come credere, pensare, sperare, temere, volere, piacere, e in frasi impersonali (bisogna che, è necessario che), oltre che con varie congiunzioni (es. benché, affinché).
Per non sbagliare il congiuntivo, ricorda di usarlo con verbi di dubbio, desiderio, speranza, opinione e necessità (es. credo che, spero che), nelle frasi ipotetiche con "se" (soprattutto se l'azione è irreale o incerta, come in "se fossi ricco"), con il Lei di cortesia (Mi faccia vedere), con espressioni impersonali (è bene che, è necessario che) e con pronomi indefiniti (chiunque); il trucco è sostituire con l'infinito se il soggetto è lo stesso e verificare il senso di incertezza o soggettività prima di ogni "che" o "se".