Domanda di: Dr. Giacinto Pellegrino | Ultimo aggiornamento: 19 marzo 2023 Valutazione: 4.3/5
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Il volgare, nato alla fine dell'Impero come lingua del popolo, intorno all'anno mille diventa la lingua del commercio e della propaganda religiosa, ma solo a partire dal XIII secolo si impone come lingua letteraria (e quindi scritta). Da qui nascerà la lingua italiana.
Dal punto di vista storico, possiamo affermare che il Dialetto Toscano, alto o colto, in cui hanno scritto tre dei più importanti poeti del XIII secolo (Alighieri, Boccaccio e Petrarca) può essere considerato come la base dell'italiano moderno.
Dall'XI secolo al XIII questi volgari vengono messi per iscritto, mentre il latino scritto continua la sua evoluzione. Nascono le prime letterature, prima in Francia e Spagna, poi in Italia (i primi scritti significativi sono del XIII secolo).
Ancora nel 1600, nelle università di tutta Europa, si parla in latino. I primi documenti scritti in volgare, cioè la lingua parlata del popolo in una certa regione e che ora chiamiamo dialetto, sono i “placiti” (cioè sentenze) di Cassino (Frosinone) del 960 d.c..