In che lingua sono i mantra?

Domanda di: Dott. Sandro Romano  |  Ultimo aggiornamento: 28 novembre 2023
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I mantra di apertura e chiusura che usiamo come parte della nostra pratica di Ashtanga sono in lingua sanscrita, la lingua in cui sono stati scritti i testi più classici dello yoga. Il sanscrito classico ha più di 2500 anni, mentre il sanscrito vedico, la lingua dei Veda, è molto più antica (1500 a.C. circa).

Come si recitano i mantra?

Respirazione: fondamentale sincronizzare mantra e respiro. Inspirare ed espirare mentre si pronuncia il mantra. Se è molto corto, come om, è possibile ripeterlo una volta mentre si inspira, e di nuovo mentre si espira. L'ideale è inspirare senza alcun suono e recitare il mantra solo durante l'espirazione.

Perché si dice mantra?

La parola Mantra è composta dal suffisso "man" che in sanscrito significa mente, pensiero, flusso mentale e dal suffisso "tra" che vuol dire proteggere o liberare. Quindi un Mantra è ciò che protegge dal costante flusso mentale del pensiero, dalla paura, dall'apprensione e dalle negatività.

Chi ha inventato i mantra?

Dr. Ernesto Iannaccone. I mantra sono forse “l'invenzione” più riuscita dell'Oriente. La vita di un indiano o di un tibetano è scandita dal susseguirsi dei mantra, formule complesse e semplici sillabe dotate di significati molteplici o del tutto spoglie di significato comprensibile.

Chi pratica il mantra?

La vita di un devoto hindu è pervasa dalla recitazione dei mantra, pratica che lo accompagna in vari momenti della vita e del quotidiano per fini che sono sia sacri (rituali o soteriologici) sia profani (utilitaristici o anche magici), come per esempio: ottenere la liberazione (mokṣa); onorare le divinità (pūjā); ...

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