Insultare un insegnante è reato?

Domanda di: Ing. Lia Bruno  |  Ultimo aggiornamento: 23 marzo 2026
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Sì, insultare un insegnante durante l'orario di servizio è reato e configura l'ipotesi di oltraggio a pubblico ufficiale (art. 341-bis c.p.), poiché il docente è considerato tale nell'esercizio delle sue funzioni. La condotta è punibile se avviene a scuola o in luoghi pubblici in presenza di più persone.

Cosa succede se insulto un professore?

L'insegnante è un pubblico ufficiale

L'ingiuria, oggi depenalizzata, costituisce ancora reato se rivolta ad un pubblico ufficiale: trattasi di oltraggio a pubblico ufficiale, delitto che può essere commesso anche dall'alunno che insulti apertamente il docente o che lo denigri in presenza di altre persone.

Quando l'insulto diventa reato?

L'insulto diventa reato in Italia quando non è rivolto direttamente alla persona presente (che è ingiuria, ora illecito civile) ma avviene in sua assenza e in presenza di almeno due persone (diffamazione) o tramite mezzi di pubblicità come i social media, configurando diffamazione aggravata. Diventa poi reato anche di minaccia se l'insulto contiene un avvertimento credibile di un danno ingiusto.

Quali insulti sono un reato?

Gli insulti sono reato (diffamazione) quando offendono la reputazione di una persona assente, comunicando con almeno altre due persone o tramite mezzi di pubblicità (social media, stampa), mentre l'offesa diretta ("in faccia") non è più un reato ma un illecito civile (ingiuria depenalizzata). I reati includono l'attribuzione di fatti determinati (es. "ladro") o l'uso di espressioni che ledono gravemente l'onore e la reputazione, soprattutto se diffuse pubblicamente o tramite mezzi tecnologici, configurando anche casi di diffamazione aggravata.

Quali insulti non sono denunciabili?

Gli insulti "non denunciabili" (cioè non più reato penale dopo la depenalizzazione dell'ingiuria nel 2016) sono quelli di uso comune, gergali o espressivi di fastidio, come "coglione" (se inteso come scemo), "vaffanculo", "rompipalle" (se inteso come seccatore), o frasi come "mi hai rotto i coglioni" (per indicare fastidio), che non ledono l'onore in modo grave, ma al massimo danno diritto a un'azione civile per risarcimento danni, specialmente se pubblicati online o in pubblico.

Posso denunciare chi mi offende? | avv. Angelo Greco