Insulti telefonici reato?

Domanda di: Giorgio Ferretti  |  Ultimo aggiornamento: 22 maggio 2026
Valutazione: 4.3/5 (31 voti)

Gli insulti telefonici possono costituire reato se configurano molestie (art. 660 c.p.), punite con l'arresto fino a 6 mesi o ammenda, specialmente se reiterati e molesti. L'ingiuria semplice (offesa diretta) è stata depenalizzata, diventando illecito civile, ma insulti accompagnati da minacce o che causano ansia grave possono integrare reati più gravi come lo stalking.

Quali insulti sono un reato?

Gli insulti sono reato (diffamazione) quando offendono la reputazione di una persona assente, comunicando con almeno altre due persone o tramite mezzi di pubblicità (social media, stampa), mentre l'offesa diretta ("in faccia") non è più un reato ma un illecito civile (ingiuria depenalizzata). I reati includono l'attribuzione di fatti determinati (es. "ladro") o l'uso di espressioni che ledono gravemente l'onore e la reputazione, soprattutto se diffuse pubblicamente o tramite mezzi tecnologici, configurando anche casi di diffamazione aggravata.

Quando l'insulto diventa reato?

L'insulto diventa reato in Italia quando non è rivolto direttamente alla persona presente (che è ingiuria, ora illecito civile) ma avviene in sua assenza e in presenza di almeno due persone (diffamazione) o tramite mezzi di pubblicità come i social media, configurando diffamazione aggravata. Diventa poi reato anche di minaccia se l'insulto contiene un avvertimento credibile di un danno ingiusto.

Quali insulti non sono denunciabili?

Gli insulti "non denunciabili" (cioè non più reato penale dopo la depenalizzazione dell'ingiuria nel 2016) sono quelli di uso comune, gergali o espressivi di fastidio, come "coglione" (se inteso come scemo), "vaffanculo", "rompipalle" (se inteso come seccatore), o frasi come "mi hai rotto i coglioni" (per indicare fastidio), che non ledono l'onore in modo grave, ma al massimo danno diritto a un'azione civile per risarcimento danni, specialmente se pubblicati online o in pubblico.

Si può denunciare per insulti su Whatsapp?

Chi riceve insulti su Whatsapp può denunciare l'accaduto allegando prove come screenshot, backup delle chat, registrazioni e testimonianza. Le forze dell'ordine e la magistratura possono acquisire i messaggi direttamente dal dispositivo o tramite copia forense certificata.

Quando un INSULTO diventa REATO? | Avv. Angelo Greco