Sì, l'apocope (o troncamento) è una figura retorica di posizione e di sottrazione (fono-morfologica) che consiste nella caduta di una vocale, o di un'intera sillaba, alla fine di una parola. Utilizzata per ragioni eufoniche, stilistiche o metriche (specialmente in poesia), non richiede apostrofo, distinguendosi così dall'elisione.
Figura retorica di carattere fono-morfologico che consiste nella caduta di uno o più fonemi alla fine di un vocabolo e dunque nell'alterazione della sua forma.
– 1. In linguistica, caduta di una vocale finale e in generale di uno o più fonemi al termine d'una parola, come in ital. son per sono, dir per dire; san per santo; in lat. dic, duc «di'», «conduci», in luogo di dice, duce; ha sign.
L'apocope può avvenire anche davanti a consonante, mentre l'elisione avviene soltanto davanti ad una vocale. Pertanto, una parola apocopata può essere usata in qualsiasi contesto fonetico, mentre una parola elisa è sempre seguita da parole inizianti per vocale.
L'elisione è un fenomeno di fonetica sintattica, in cui la stessa parola ha due forme diverse secondo il contesto: così una in una squadra e in un'ancora.