Domanda di: Dr. Elda Morelli | Ultimo aggiornamento: 22 giugno 2026 Valutazione: 4.1/5
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Sì, la Costituzione italiana è considerata antifascista, nata dalla Resistenza e dalla lotta di liberazione contro il nazifascismo. Pur non contenendo sempre la parola esplicita "antifascismo" in ogni sua parte, l'intera struttura, i valori di libertà, eguaglianza, pluralismo e la XII disposizione transitoria e finale (che vieta la riorganizzazione del disciolto partito fascista) ne sanciscono la natura antifascista.
Sì, il fascismo è vietato dalla Costituzione Italiana, in particolare tramite la XII disposizione transitoria e finale che vieta la riorganizzazione del disciolto partito fascista e le leggi attuative come la Legge Scelba e la Legge Mancino, che puniscono l'apologia, la propaganda e i tentativi di ricostruzione del fascismo, sebbene l'interpretazione dei reati sia complessa e legata all'idoneità di tali atti a minacciare la democrazia.
La legge fondamentale contro il fascismo in Italia è la Legge Scelba (n. 645/1952), che attua la XII disposizione transitoria della Costituzione e vieta la riorganizzazione del disciolto Partito Fascista e l'apologia del fascismo, punendo chiunque esalti principi, metodi o esponenti del regime fascista, soprattutto se finalizzato alla sua ricostituzione. La legge sanziona anche la propaganda per la riorganizzazione e prevede pene più severe in caso di diffusione tramite stampa o mezzi telematici, oltre alla Legge Mancino (n. 205/1993) contro la discriminazione razziale e l'incitamento all'odio.
La Costituzione è la principale fonte del diritto della Repubblica Italiana, cioè quella dalla quale dipendono gerarchicamente tutte le altre norme giuridiche dell'ordinamento dello Stato. La Costituzione italiana è una costituzione scritta, rigida, lunga, votata, laica, compromissoria, democratica e programmatica.