Domanda di: Ariel Longo | Ultimo aggiornamento: 17 agosto 2026 Valutazione: 4.7/5
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La Pasqua, cadendo sempre di domenica, non è considerata una festività infrasettimanale retribuita a livello nazionale. Pertanto, solitamente non viene pagata extra, salvo disposizioni del CCNL specifico o accordi aziendali che prevedono un indennizzo per la festività domenicale non goduta, spesso calcolato come 1 / 26 1 / 2 6 della retribuzione.
Come vengono gestite Pasqua e Pasquetta in busta paga? Pasqua salvo pochissimi contratti collettivi cadendo sempre di domenica non viene considerata festività. Questo significa che il lavoratore che non lavora a Pasqua non ha diritto ad alcuna retribuzione aggiuntiva.
Pasqua è una festività che cade sempre di domenica e non viene retribuita in quanto compresa nella normale mensilità. Questo è il principio generale previsto dalla normativa. Il singolo CCNL applicato dal Datore di Lavoro può prevedere un trattamento diverso.
Quali festività sono pagate in busta paga nel 2025?
Le festività del 2025: tre giorni “pieni” da retribuire
Nel 2025 cadono in giorni infrasettimanali: 8 dicembre (lunedì) – Immacolata Concezione. 25 dicembre (giovedì) – Natale. 26 dicembre (venerdì) – Santo Stefano.
In sintesi: retribuzione a ore: sempre a carico del datore di lavoro le festività del 25 aprile, 1° maggio e 2 giugno, nonché tutte le festività che cadono nei primi 15 giorni dall'inizio della Cig/Fis. Dopo i primi 15 giorni, sono a carico dell'Inps le festività infrasettimanali escludendo sempre sabati e domeniche.