La vitamina C non alza la glicemia; al contrario, diversi studi suggeriscono che dosi adeguate (spesso ≥ ≥ 200-1000 mg/die) possono aiutare a ridurre la glicemia a digiuno, l'emoglobina glicata (HbA1c) e la pressione arteriosa nei pazienti diabetici, grazie al suo potente effetto antiossidante che combatte la resistenza all'insulina.
Gli scienziati hanno dimostrato che una supplementazione giornaliera di 1 g di vitamina C per quattro mesi riduceva leggermente lo stress ossidativo e in particolar modo migliorava in maniera significativa la pressione arteriosa e la glicemia sia lungo la giornata sia dopo i pasti in pazienti affetti da diabete di tipo ...
Diffusamente utilizzata per sostenere la salute del sistema immunitario, la vitamina C è meno conosciuta per il potenziale ruolo benefico nel controllo della glicemia e del diabete di tipo 2.
È stato descritto dagli autori dello studio che, senza sostituirsi ai farmaci antipertensivi, la vitamina C contribuirebbe ad abbassare la pressione sanguigna poiché agisce come diuretico, favorendo l'eliminazione di sodio.
Chi ha predisposizione ai calcoli renali, soffre di emocromatosi (sovraccarico di ferro) o è sottoposto a determinate terapie (come chemioterapia, anticoagulanti, statine) deve fare attenzione e consultare un medico prima di assumere vitamina C, soprattutto ad alte dosi, per evitare effetti collaterali come disturbi gastrointestinali o alterazioni nell'assorbimento di ferro e interferenze farmacologiche.