Domanda di: Nico Costa | Ultimo aggiornamento: 17 giugno 2026 Valutazione: 4.4/5
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Non esistono prove storiche o diagnosi mediche che confermino che Giacomo Leopardi fosse autistico. Le moderne analisi cliniche delle sue lettere indicano che il poeta soffriva di una grave malattia fisica, probabilmente la spondilite anchilosante (una malattia reumatica autoimmune), che causava cifosi dorsale, dolori cronici, cecità parziale e fragilità fisica, spesso confusa all'epoca con altre patologie.
Lo stessa metodologia che Galassi aveva usato in precedenti lavori su Giulio Cesare e che oggi conduce a una nuova ipotesi per il decesso a soli 39 anni di Leopardi, che poteva essere affetto da una rara malattia genetica, la spondilite anchilopoietica giovanile.
Non era malato di tubercolosi ossea, non è morto a causa del colera: Giacomo Leopardi era affetto dauna rarissima malattia genetica, la spondilite, artrite degenerativa. L'ipotesi arriva dall'università di Milano Bicocca.
A questi disturbi visivi si aggiunse poi, durante il soggiorno a Firenze un fastidiosissimo herpes oculare, forse addirittura un tracoma, che non gli consentiva di leggere e di resistere alla luce viva del giorno, obbligandolo a fare “una vita da gufo”.
La malattia esordì con affezione polmonare e febbre e in seguito gli causò la deviazione della spina dorsale (da cui la doppia "gobba"), con dolore e conseguenti problemi cardiaci, circolatori, gastrointestinali) e respiratori (asma e tosse), una crescita stentata, problemi neurologici alle gambe (debolezza, parestesia ...