Domanda di: Ing. Domiziano Riva | Ultimo aggiornamento: 14 marzo 2026 Valutazione: 4.2/5
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Un impianto fotovoltaico domestico deve essere dichiarato ai fini fiscali solo se produce reddito. Questo accade, in particolare, per le eccedenze di energia vendute e liquidate dal GSE (Gestore Servizi Energetici). Solitamente, la dichiarazione è necessaria per impianti sopra i 20 kW o in caso di cessione totale. Dal 2025, i dati delle eccedenze (RID) saranno precompilati nel 730. Lo "scambio sul posto" non genera reddito imponibile.
Non dichiarare un impianto fotovoltaico comporta rischi seri: sanzioni amministrative salate (da €1.000 a migliaia di euro), l'impossibilità di allacciamento in rete e l'interruzione dello scambio sul posto, problemi legali (se non autorizzato), la perdita di incentivi e detrazioni fiscali, e difficoltà in caso di vendita dell'immobile, potendo portare all'obbligo di smantellamento dell'impianto stesso.
I costi variano a seconda della potenza di immissione richiesta: Fino a 6 kW: 36,60 € (30 € + IVA 22%) Superiore a 6 kW e fino a 10 kW: 61 € (50 € + IVA 22%) Superiore a 10 kW e fino a 50 kW: 122 € (100 € + IVA 22%)
Come si dichiarano i redditi da impianto fotovoltaico?
– I redditi da fotovoltaico vanno dichiarati solo oltre 20kW o in caso di cessione totale. – Le eccedenze sono “redditi diversi” e vanno indicati nel 730 o Redditi PF. – Dal 2025 i dati saranno comunicati automaticamente dal GSE al Fisco.