La lingua italiana ha due soli generi grammaticali: maschile e femminile. A differenza del latino, da cui deriva, l'italiano non prevede formalmente il genere neutro per sostantivi, articoli o pronomi. Resti di neutro latino sopravvivono in forme irregolari (es. il braccio/le braccia, l'uovo/le uova).
L'italiano ha due generi grammaticali, il maschile e il femminile, ma non il neutro, così come, nella categoria grammaticale del numero, distingue il singolare dal plurale, ma non ha il duale, presente in altre lingue, tra cui il greco antico.
L'italiano, al contrario del latino, lingua dalla quale deriva, non prevede l'esistenza del genere neutro, ma solamente i generi maschile e femminile. Citando dall'enciclopedia online Treccani: La tradizione grammaticale dell'italiano non riconosce alla nostra lingua un genere neutro.
Al tempo dei latini il genere neutro nasceva pressoché esclusivamente per il suo utilizzo riferito ad oggetti inanimati. A differenza delle lingue germaniche, nelle lingue romanze è praticamente scomparso, con l'utilizzo delle declinazioni di genere maschile e femminile per la maggior parte dei vocaboli.