Il cognome può essere scelto e imposto dall'ufficiale di stato civile o da altri aventi diritto soltanto nel caso in cui il soggetto venga dichiarato «figlio di ignoti»; viene scelto anche nell'ipotesi in cui un soggetto chieda e ottenga il cambiamento del proprio cognome.
- dalla provenienza (per esempio: Dal Colle, Monti, Piacentini, ...); - dal mestiere (per esempio: Fabbri, Cacciatori, Barbieri, ...); - da nominioli per caratteristiche fisiche (per esempio: Biondi, Gobbi, Bassi, Mancini, ...); - dal nome del capostipite (per esempio: Di Francesco, Di Matteo, ...).
L'uso del cognome fu reso obbligatorio in Italia nel 1564, quando il Concilio di Trento stabilì che i parroci dovessero tenere un registro con nome e cognome di tutti i bambini battezzati.
I cognomi italiani sono oltre 350.000. Sono generalmente formati da un nome (che può essere un toponimo, un patronimico, un soprannome, un nome di mestiere, un nome di colore ecc.) dato ad una famiglia per distinguerla dalle altre famiglie che componevano un gruppo sociale.
Alcuni cognomi provengono addirittura da animali, insetti, uccelli, oggetti, anatomia, e così via. Alcuni cognomi, come Esposito, Innocenti, e Incogniti, possono anche essere utilizzati per identificare una famiglia che aveva avuto un bambino abbandonato nel loro retaggio.