Non c'è un "meglio" in assoluto, dipende dalle esigenze dei pazienti e dalle caratteristiche del donatore: il sangue intero serve per anemie gravi e trapianti, ma ha intervalli di donazione più lunghi; il plasma (donato tramite plasmaferesi) è fondamentale per produrre farmaci salvavita (immunoglobuline, fattori della coagulazione) e può essere donato più spesso (anche ogni 2 settimane), specialmente da chi ha valori di emoglobina più bassi, come molte donne, poiché viene reintegrato rapidamente.
Chi dona plasma in modo periodico non solo contribuisce a salvare vite, ma tiene sotto controllo la propria salute grazie agli esami gratuiti a ogni donazione. Inoltre, la plasmaferesi è ben tollerata dalla maggior parte delle persone e viene svolta in ambienti protetti, con personale sanitario qualificato.
Il sangue donato comporta necessariamente una riduzione della quantità di plasma e di parte corpuscolata, ma i liquidi persi vengono quasi immediatamente ripristinati in circa 24 ore, mentre i globuli rossi si ripristinano in 4-6 settimane motivo per cui, prima di rieseguire una donazione di sangue intero, vanno fatte ...
Il gruppo sanguigno 0- è denominato “donatore universale” perché può donare sangue intero a tutti gli altri gruppi sanguigni. Al contempo i donatori 0- possono ricevere trasfusioni solamente da altre persone che hanno lo stesso gruppo sanguigno.
leucemia, linfoma, mieloma multiplo) o associata a condizioni viremiche non possono donare sangue o emocomponenti. Esistono però alcune eccezioni quali il carcinoma basocellulare o il carcinoma in situ della cervice uterina.