Sì, esiste un obbligo di comunicazione telematica per lo smart working privato, da inviare al Ministero del Lavoro entro 5 giorni dall'inizio, modifica, proroga o cessazione dell'accordo, tramite il portale Servizi Lavoro (SPID/CIE), pena sanzioni da 100 a 500 € per lavoratore; per la PA i termini sono diversi (entro il 20 del mese successivo). L'accordo individuale scritto va comunque conservato per 5 anni.
Quali sono le nuove regole per lo smart working nel 2025?
Nel 2025, la normativa italiana sullo smart working torna alla disciplina ordinaria, richiedendo l'accordo individuale tra datore e lavoratore, ma introduce novità significative dal 12 gennaio: comunicazione obbligatoria entro 5 giorni al Ministero tramite portale telematico, sanzioni per il mancato adempimento, e rafforzate tutele per i fragili (con possibili deroghe all'accordo individuale), oltre a nuovi obblighi informativi sulla sicurezza per le aziende.
Le comunicazioni obbligatorie vanno fatte principalmente tramite il modello UNILAV con scadenze precise: l'assunzione entro le 24:00 del giorno prima dell'inizio lavoro, la cessazione entro 5 giorni dalla fine, e la trasformazione/proroga entro 5 giorni dall'evento, sempre per via telematica ai Centri per l'Impiego (CP) tramite portali regionali o ANPAL, con deroghe per alcuni settori (es. agenzie somministrazione entro il 20 del mese successivo) o casi di urgenza.
Obblighi del datore di lavoro nello smart working?
Il datore di lavoro deve garantire la salute e la sicurezza del lavoratore, consegnando allo stesso ed al rappresentante dei lavoratori per la sicurezza, con cadenza almeno annuale, un'informativa scritta riguardo i rischi generali ed i rischi specifici connessi alla particolare modalità di esecuzione del rapporto di ...
Cosa succede se UNILAV non viene inviato o è errato
La mancata o tardiva comunicazione UNILAV comporta sanzioni amministrative rilevanti. In particolare: da 100 a 500 euro per ogni lavoratore in caso di omessa o tardiva comunicazione; sanzioni più elevate in caso di lavoro “in nero” o irregolarità ripetute.