L'isola venne disboscata (con prudenza) per far posto alle coltivazioni agrarie: a ogni colono venne concesso per sei anni un appezzamento coltivabile e una porzione doppia da dissodare e piantumare. Fatica immensa, in una terra che in quegli anni alternò stagioni di forti temporali, di venti, e di pesanti siccità.
Per la sua posizione tra le coste nordafricane e il Sud d'Europa, l'isola negli ultimi venticinque anni è divenuta una delle principali mete delle rotte dei migranti africani nel Mediterraneo.
1860 - 1940 Lampedusa è italiana e diventa colonia penale Nel 1860 nasce il regno d'Itaila e con la conseguente annessione del Regno delle Due Sicilie, anche Lampedusa e le Pelagie diventano italiane. Nel 1872 il governo italiano interviene su Lampedusa, e decide di convertirla in colonia penale.
Sopravvivono alcuni vigneti di poche decine di piante; piccolissimi orti per uso privato; sporadici impianti di olivi e di fico d'india; poche piante da frutto, isolate o in piccoli gruppi di 3-4 esemplari: carrubi, una pianta di albicocco Mici Maciu, mandorli, gelsi, fichi, melograni, due peri, due meli, qualche ...
Sulle origini del nome “Lampedusa” ci sono svariate discussioni e peripezie, la più affascinate è sicuramente la vicenda che coinvolge la barca “Dusa”, si pensa che siano stati i primi ad approdare sull'isola, avvistandola grazie al bagliore emesso da diversi “Lampi”, da ciò nasce il nome “Lampedusa”.