Perché a Torino ci sono i portici?

Domanda di: Kristel Mariani  |  Ultimo aggiornamento: 11 dicembre 2023
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I portici rappresentano, infatti, un modello urbano concepito e realizzato fin dall'inizio della politica dei Savoia per costruire – pazientemente, ma con continuità – una città che avesse, nell'immagine esteriore e nella vocazione urbana, il ruolo di capitale di stato.

Chi ha costruito i portici a Torino?

Realizzati su progetto del Primo Architetto di S.M. Filippo Juvarra e su commessa del sovrano Vittorio Amedeo II, i Quartieri Militari rappresentano lo sbocco verso occidente della città capitale (Porta Susina), ridefinito contestualmente con la previsione del terzo ampliamento.

Qual è la città italiana con più portici?

La città ha, solo nel centro storico, più di 38 km di porticati, 53 km se si aggiungono quelli fuori porta. Bologna è la città più porticata al mondo e, per la loro importanza artistica e culturale, i portici bolognesi sono stati candidati a diventare Patrimonio dell'Umanità UNESCO.

Quanti portici ci sono a Torino?

Torino. Al secondo posto tra le città più porticate d'Italia c'è Torino che vanta ben 18 chilometri di portici, di cui 12 continui. Come a Bologna, anche a Torino i primi portici furono costruiti nel Medioevo.

A cosa servivano i portici?

I portici offrivano riparo dalle intemperie e dal sole, permettendo di percorrere le strade con qualsiasi condizione atmosferica. Inoltre, costituivano anche mezzo per l'espansione di attività commerciali e artigiane, e rendevano meglio abitabili i pianterreni, isolandoli dalla sporcizia e dai liquami delle strade.

I PORTICI DI TORINO: una passeggiata tra cultura, storia e arte.